Dici power pop e pensi subito alle spiagge californiane, Venice Beach e tutti quei lembi di terra in estate, irradiati dal sole al tramonto costantemente, ragazzi e ragazze che giocano a divertirsi e per soundtrack di giornate così calorifere gruppi come Weezer, Teenage Fanclub, i Posies assieme a tanta roba pop punk. Dici e pensi così. Provare a farlo qui da noi sarebbe improponibile, soprattutto poi con testi in italiano significherebbe costruirsi di sana pianta un nuovo immaginario su cui posare quei riffoni alla “Buddy Holly”. Di che cazzo parli? Di cosa scrivi…mica qui siamo in America...I Caljamari ci provano invece...la loro California si chiama San Benedetto Del Tronto, le loro “stupidaggini imprescindibili” guardano agli occhi di chi si muove, oggi come oggi, su quel filo teso in bilico tra precariato e indifferenza…”…Beatrice ingoia un’altra notte Silvia disegna stelle e fiori Chiara è persa nei suoi boschi e Carla è un incubo passato…” ragazze costipate di pensieri alla ricerca d’una parola amica sulla rete, nei social network stracolmi…e “raccontami e dimmi che davvero tu sei qui o sei soltanto un nome scritto sopra uno schermo ed essere virtuali so ti aiuta a stare meno male…” storie come queste di “Puramente Casualj” che si intrecciano a quelle di “Venti” e quei ragazzi di cui canta Francesco Anzivino sono il vicino di casa, il cugino, l’amico…forse siamo noi….” a vent’anni è un diritto sognare una vita migliore che non sia soltanto questa casa con l’acciaio nel cuore eppure tutto questo è quello che passa il convento non faccio i salti di gioia ma non sono neanche scontento perché tu sei la fuori…” cercare un senso a queste giornate tutte uguali nei tuoi occhi e negli sguardi rubati….”half of what I say is meaningless but I say just to reach you Julia…” come dicevano i Beatles nel ’68 come ricantano in “A Day In July” i Caljamari, tributo ai maestri…costanti nella loro attitudine hardpop eppure cosi carezzevoli con quelle melodie e quei riff nostalgici (“X Modi X” è una perla)…sempre nel nome di Giulio Suoceti meteora del powerpop italiano scomparso 10 anni fa….i Caljamari sanno colpire senza essere violenti….e noi abbiamo assoluto bisogno di questi pugni....
Per sentire qualche pezzo...
Myspace.com/caljamari
Se il numero...
sabato 21 febbraio 2009
All These Remains live @ Milano 10/12/09
E' stata una serata dalle premesse abbastanza misere. In contemporanea a questo concerto all'Alcatraz di Milano c'erano i più blasonati Children of Bodom e Cannibal Corpse e lo Zoe Club era come previsto un locale abbastanza piccolo. Ma il metal ha in serbo sempre molte sorprese.La prima sorpresa infatti ci è stata regalata subito all'inizio: i Deadlock, una band melodic death metal tedesca, di cui sinceramente non ne avevo mai sentito parlare. Dico sorpresa, perchè il loro nome non era stampato nemmeno sul biglietto, che avevo appena comprato alla cassa del locale. Ci ha sorpreso soprattutto il loro inizio di concerto con "The Morbid Choir vs. The Trumpets of Armageddon", che è anche l'intro del loro ultimo album "Manifesto". Tutto normale, se questo pezzo non fosse techno. Il pubblico ride (non si sa se divertito o per isteria), ma d'improvviso quest'intro viene squarciato da "Martyr of Science" e il concerto entra nel vivo e diventa metal...di un buon melodic death metal con una buona alternanza di growl, eseguito da Johannes Prem, e della bella voce femminile della splendida Sabine Weniger. Consiglio di ascoltarli, sono molto bravi (nonostante qualche veloce intermezzo techno e dance) e in particolare "Brave - Agony Applause" e "Code of Honor", che al concerto sono state eseguite entrambe alla perfezione. Il pubblico ha reagito bene a questo gruppo, ma cercando comunque di risparmiarsi per le band successive.Ora si entra nella scaletta prevista; tocca agli svedesi The Haunted. Sarò sincero. Non ero lì per loro e li conoscevo poco. Che si può dire del loro show? Ben poco, ma di certo solo cose positive...strepitosi, travolgenti, delle vere furie. Hanno eseguito buona parte del loro repertorio e senza troppe soste. Hanno praticamente ribaltato lo Zoe Club a suon di death metal (anche se non del più puro, viste le influenze dal thrash). Il pubblico per la loro prestazione era aumentato, arrivando quasi a riempire per intero il locale, ed ha fatto un macello assurdo.Infine gli All That Remains! Sono stati un vero e proprio uragano metalcore, che ha spazzato via tutto ciò, che avevano lasciato dalle band che li hanno preceduti. Hanno suonato tracce da tutti i loro album e voglio sottolineare in particolare: "Not Alone", "This Calling", "Six" e le più recenti "Before the Damned", "Chiron" e "Two Weeks". Dal vivo le chitarre hanno una timbrica leggermente diversa rispetto all'album, ma sempre molto apprezzabili. Perfetti infine la voce di Philip Labonte e il basso di Jeanne Sagan. All'esibizione degli All That Remains il pubblico è riuscito inaspettatamente a fare ancora più casino che per i The Haunted. Incredibile da credere! Se non l'avessi vissuto (vedere un concerto del genere non basta, bisogna viverlo in prima fila), non ci avrei creduto. Anche lo sguardo divertitissimo della bassista Jeanne Sagan sembrava stupito dal pubblico così ristretto, ma così caloroso.La serata è stata esaltante per tutti, pubblico e artisti, che sembravano molto divertiti e compiaciuti dell'atmosfera/pandemonio, creatasi allo Zoe. Credo che questi gruppi torneranno in Italia ben volentieri grazie anche al calore del pubblico.A Torino tutti i metallari, punk e rocker vengono chiamati alternativi, ebbene il 10 febbraio allo Zoe Club c'erano gli "alternativi degli alternativi", che hanno preferito un ambiente più intimo piuttosto che dei gruppi più blasonati. ONORE A CHI ERA LA' QUELLA SERA!!! \m/
lunedì 9 febbraio 2009
Trivium-Shogun
E' difficile parlare dei Trivium, perchè qualsiasi cosa si dica si alza un vespaio. Questo però è un punto a favore per chi deve recensire un lavoro di un gruppo del genere, perchè sa già che avrà buona parte dei lettori contro, qualsiasi cosa dica e quindi può dire tutto ciò che vuole. Ahahah!A parte gli scherzi, "Shogun" è un ottimo album e soprattutto molto maturo: è infatti il 4° della loro (speriamo lunga) discografia. E' un mix dei loro album precedenti, un incrocio del metalcore dei primi 2 album ("Ember to Inferno" e "Ascendacy") e del thrash moderno di "The Crusade", considerato da alcuni un sorta di tributo ai Metallica da parte della formazione di Orlando, Florida. Il metalcore-thrash proposto in questo lavoro ha pochi modernismi: pochi armonici e soprattutto niente effetti discutibili delle chitarre. Questa loro maturazione però è anche da attribuirsi alla vicinanza Machine Head, che sono stati headliner durante nel Black Crusade Tour del 2007/'08, dove i Trivium era uno degli svariati spalla (ricordiamo anche Dragonforce, Arch Enemy e Shadow Fall) ed hanno potuto imparare molto dai Rob Flynn e soci. Non a caso il songwriting vi è stato durante il tour.La parte cantata infatti è un alternasi di growl e parti pulite. Da come si può inoltre notare già solo dalla tracklist, non ci sono solo riferimenti al Giappone, nonostante la traccia d'apertura "Kirisute Gomen" e quella di chiusura "Shogun" appunto. Ci sono infatti molti riferimenti anche alla mitologia greca e in particolare al mito di Prometeo, ai mostri Scilla e Cariddi e alla ninfa Callisto."Shogun" è l'album, che TEORICAMENTE dovrebbe riconciliare i primi e gli ultimi fan dei Trivium, ma conoscendo l'argomento forse non sarà così. La cosa comunque, che vogliono moltissimi loro fan, è che questo loro lavoro sia quello, che li porterà nell'Olimpo del metallo.
Approfondimenti:Extreme Power Metal-Parte 3:Wintersun
Jari Maempaa lascia gli Ensiferum con un enorme bagaglio musicale folk e viking, e riesce a plasmare le composizioni dei Wintersun dandogli una marcia in più. Maempaa riesce a formare una band che di Extreme Power ha solo la velocità e la voce. Basti pensare che la canzone più dura dei Wintersun è "Beatiful Death". Onnipresenti sono virtuosismi, cantato pulito, riff su acustica e diversi riferimenti che si rifanno un po al Folk, un po all'Epic, un po al Power. Basta ascoltare l'omonimo album "Wintersun" per capire come bene questi elementi siano fusi insieme in un solo album.
Si passa da canzoni veloci e aggressive, come Beyond the Dark Sun,Winter Madness e Beathiful Death a quello che Maempaa definisce come "Majestic Technical Melodic Metal", come Sadness and Hate, Battle Against Time e StarChild.
Un genere limitato a poche band, e solo a quelle finlandesi, dove vi è una proliferazione band di influsso Epic-Folk-Power, basti guardare il panorama metal finlandese.
Si passa da canzoni veloci e aggressive, come Beyond the Dark Sun,Winter Madness e Beathiful Death a quello che Maempaa definisce come "Majestic Technical Melodic Metal", come Sadness and Hate, Battle Against Time e StarChild.
Un genere limitato a poche band, e solo a quelle finlandesi, dove vi è una proliferazione band di influsso Epic-Folk-Power, basti guardare il panorama metal finlandese.
Approfondimenti:Extreme Power Metal-Parte 2:Norther
Nati da Petri Lindroos e Toni Hallio col nome di Requiem ( poi cambiato in Decayed e successivamente in Norther ), partono con un death metal tutto finlandese, che vedrà uno "stravolgimento" quando l'arrivo di Kuoppala li porterà a diretto contatto con il sound dei CoB. Raggiunta la formazione che oggi conosciamo ( Lindroos, Koskinen, , Saari, Planman ) nel 2000 pubblicano il loro primo full lenght per la Spinefarm Records: Dreams of Endless War
Dreams of Endless War è un bellissimo album: canzoni a tratti veloci,a tratti lente, tutte comunque accomunate da un atmosfera decisamente Power, con atmosfere e sottofondi melodici di Planman veramente stupendi e virtuosi, e mantenendo comunque un sound leggero, senza essere troppo pesanti. E' l'album più complesso della band.
Mirror of Madness: è un evoluzione ( o involuzione, dipende dai punti di vista ) di DOEW.Le tastiere rinunciano a creare delle vere coltri di atmosfera, con virtuosismi e scale, ma si limitano a accordi e linee melodiche lente, in sostanza, si limita a doppiare la chitarra ( eccetto assoli e ponti ). Cresce il virtuosismo chitarristico, cresce la violenza del sound, ma tutto è in qualche modo apprezzabilissimo. Se dovessi dare un aggettivo a Mirror of Madness dire "nebbioso", perchè è parecchio singolare come album. Tipica di tutte le canzoni dei Norther, e in particolare di Mirror of Madness, è la presenza di un momento nella canzone, solitamente centrale, in cui la velocità diminuisce drasticamente e si sentono solo strumenti, col il predominio di chitarra e tastiera. Non confondete questi momenti con gli assoli, spesso essi sono troppo "facili" per essere gli assoli, infatti, ne sono il preludio, perchè gli assoli li seguono generalmente dopo che la canzone è "ripartita" ( per chi non avesse capito si ascolti Midnight Walker, Everything is And End, Dead e Cry, dopo capiranno subito ).
Death Unlimited: è un ottimo album. Molto aggressivo, con riduzione di tastiere e di riff composti per un diverso sound, più pesante. In particolare notiamo una riduzione dei "ponti" melodici, un aumento della velocità e la presenza sempre maggiore di parti cantante accompagnate anche in growl.
Till Death Unites Us: album di passaggio, niente di speciale, nessun cambiamento particolare, a parte una riduzione dell'asprezza del sound.
N: ultimo album.E una versione leggermente più brutale di "Death Unlimited", ponti ridotti, ritmica pesante, per non dire Thrashy, atmosfere a volte vicine al black, virtuosismo ridotto. I ritornelli melodici non mancano, ma le "oasi" di Mirror Of Madness e Dreams of Endless War, caratterizzate dal rallentamento della canzone e dall'isolamento di chitarra e tastiera, vengono quasi a mancare.Tuttavia è un disco bello, anche per le interessante idea di inserire una voce pulita, che è insolitamente, contrapposta alla direzione dell'album.
Per analizzare due canzoni:
Self Righteous Fuck: canzone violenta, mancanza di voce pulita, growl.
Death Unlimited: canzone violenta, voce in scream, molto veloce, niente ponti.
To Hell: la violenza è mitigata dalla presenza delle tastiere, di una voce pulita, i ponti sono insieme ai soli
Chasm: la canzone vanta una gran bella atmosfera fatta da Planman, da ritornelli melodici e da ritmiche che ancora non arrivano ai livelli di pensantezza di Death Unlimited.
Dreams of Endless War è un bellissimo album: canzoni a tratti veloci,a tratti lente, tutte comunque accomunate da un atmosfera decisamente Power, con atmosfere e sottofondi melodici di Planman veramente stupendi e virtuosi, e mantenendo comunque un sound leggero, senza essere troppo pesanti. E' l'album più complesso della band.
Mirror of Madness: è un evoluzione ( o involuzione, dipende dai punti di vista ) di DOEW.Le tastiere rinunciano a creare delle vere coltri di atmosfera, con virtuosismi e scale, ma si limitano a accordi e linee melodiche lente, in sostanza, si limita a doppiare la chitarra ( eccetto assoli e ponti ). Cresce il virtuosismo chitarristico, cresce la violenza del sound, ma tutto è in qualche modo apprezzabilissimo. Se dovessi dare un aggettivo a Mirror of Madness dire "nebbioso", perchè è parecchio singolare come album. Tipica di tutte le canzoni dei Norther, e in particolare di Mirror of Madness, è la presenza di un momento nella canzone, solitamente centrale, in cui la velocità diminuisce drasticamente e si sentono solo strumenti, col il predominio di chitarra e tastiera. Non confondete questi momenti con gli assoli, spesso essi sono troppo "facili" per essere gli assoli, infatti, ne sono il preludio, perchè gli assoli li seguono generalmente dopo che la canzone è "ripartita" ( per chi non avesse capito si ascolti Midnight Walker, Everything is And End, Dead e Cry, dopo capiranno subito ).
Death Unlimited: è un ottimo album. Molto aggressivo, con riduzione di tastiere e di riff composti per un diverso sound, più pesante. In particolare notiamo una riduzione dei "ponti" melodici, un aumento della velocità e la presenza sempre maggiore di parti cantante accompagnate anche in growl.
Till Death Unites Us: album di passaggio, niente di speciale, nessun cambiamento particolare, a parte una riduzione dell'asprezza del sound.
N: ultimo album.E una versione leggermente più brutale di "Death Unlimited", ponti ridotti, ritmica pesante, per non dire Thrashy, atmosfere a volte vicine al black, virtuosismo ridotto. I ritornelli melodici non mancano, ma le "oasi" di Mirror Of Madness e Dreams of Endless War, caratterizzate dal rallentamento della canzone e dall'isolamento di chitarra e tastiera, vengono quasi a mancare.Tuttavia è un disco bello, anche per le interessante idea di inserire una voce pulita, che è insolitamente, contrapposta alla direzione dell'album.
Per analizzare due canzoni:
Self Righteous Fuck: canzone violenta, mancanza di voce pulita, growl.
Death Unlimited: canzone violenta, voce in scream, molto veloce, niente ponti.
To Hell: la violenza è mitigata dalla presenza delle tastiere, di una voce pulita, i ponti sono insieme ai soli
Chasm: la canzone vanta una gran bella atmosfera fatta da Planman, da ritornelli melodici e da ritmiche che ancora non arrivano ai livelli di pensantezza di Death Unlimited.
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