Se il numero...
sabato 21 febbraio 2009
All These Remains live @ Milano 10/12/09
E' stata una serata dalle premesse abbastanza misere. In contemporanea a questo concerto all'Alcatraz di Milano c'erano i più blasonati Children of Bodom e Cannibal Corpse e lo Zoe Club era come previsto un locale abbastanza piccolo. Ma il metal ha in serbo sempre molte sorprese.La prima sorpresa infatti ci è stata regalata subito all'inizio: i Deadlock, una band melodic death metal tedesca, di cui sinceramente non ne avevo mai sentito parlare. Dico sorpresa, perchè il loro nome non era stampato nemmeno sul biglietto, che avevo appena comprato alla cassa del locale. Ci ha sorpreso soprattutto il loro inizio di concerto con "The Morbid Choir vs. The Trumpets of Armageddon", che è anche l'intro del loro ultimo album "Manifesto". Tutto normale, se questo pezzo non fosse techno. Il pubblico ride (non si sa se divertito o per isteria), ma d'improvviso quest'intro viene squarciato da "Martyr of Science" e il concerto entra nel vivo e diventa metal...di un buon melodic death metal con una buona alternanza di growl, eseguito da Johannes Prem, e della bella voce femminile della splendida Sabine Weniger. Consiglio di ascoltarli, sono molto bravi (nonostante qualche veloce intermezzo techno e dance) e in particolare "Brave - Agony Applause" e "Code of Honor", che al concerto sono state eseguite entrambe alla perfezione. Il pubblico ha reagito bene a questo gruppo, ma cercando comunque di risparmiarsi per le band successive.Ora si entra nella scaletta prevista; tocca agli svedesi The Haunted. Sarò sincero. Non ero lì per loro e li conoscevo poco. Che si può dire del loro show? Ben poco, ma di certo solo cose positive...strepitosi, travolgenti, delle vere furie. Hanno eseguito buona parte del loro repertorio e senza troppe soste. Hanno praticamente ribaltato lo Zoe Club a suon di death metal (anche se non del più puro, viste le influenze dal thrash). Il pubblico per la loro prestazione era aumentato, arrivando quasi a riempire per intero il locale, ed ha fatto un macello assurdo.Infine gli All That Remains! Sono stati un vero e proprio uragano metalcore, che ha spazzato via tutto ciò, che avevano lasciato dalle band che li hanno preceduti. Hanno suonato tracce da tutti i loro album e voglio sottolineare in particolare: "Not Alone", "This Calling", "Six" e le più recenti "Before the Damned", "Chiron" e "Two Weeks". Dal vivo le chitarre hanno una timbrica leggermente diversa rispetto all'album, ma sempre molto apprezzabili. Perfetti infine la voce di Philip Labonte e il basso di Jeanne Sagan. All'esibizione degli All That Remains il pubblico è riuscito inaspettatamente a fare ancora più casino che per i The Haunted. Incredibile da credere! Se non l'avessi vissuto (vedere un concerto del genere non basta, bisogna viverlo in prima fila), non ci avrei creduto. Anche lo sguardo divertitissimo della bassista Jeanne Sagan sembrava stupito dal pubblico così ristretto, ma così caloroso.La serata è stata esaltante per tutti, pubblico e artisti, che sembravano molto divertiti e compiaciuti dell'atmosfera/pandemonio, creatasi allo Zoe. Credo che questi gruppi torneranno in Italia ben volentieri grazie anche al calore del pubblico.A Torino tutti i metallari, punk e rocker vengono chiamati alternativi, ebbene il 10 febbraio allo Zoe Club c'erano gli "alternativi degli alternativi", che hanno preferito un ambiente più intimo piuttosto che dei gruppi più blasonati. ONORE A CHI ERA LA' QUELLA SERA!!! \m/
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